giovedì 2 agosto 2007

A proposito di poltrone


Una volta ho detto ad una mia amica un po' robustella: Con quella giacca di pelle sembri una Frau!!!
Non è più venuta alla mia festa di compleanno. Che permalosaaaaaaaaa

mercoledì 1 agosto 2007

Pausa caffè

Come tutti i giorni, io e i miei colleghi ci concediamo a metà pomeriggio una breve pausa caffè. Ci rinchiudiamo in cucina e li diamo libero sfogo alla chiacchera sfrenata.
Ad un certo punto, alle 16:45, l'ultimo collaboratore arrivato nel nostro ufficio...( ormai soprannominato il MITICO GIORGIO )....prende un catalogo di poltrone e li si mette a osservare i rapporti ergonomici delle sedute e le relative differenze tra uomo e donna....dando libero sfogo alla sua fantasia e curiosità interiore..
non si accorge che nel frattempo il nostro capo (LAURA ) entra in cucina per chiedergli un'informazione su un progetto, lei si affianca all'allegra compagnia nell'istante in cui dalle labbra di Giorgio esce l'ormai mitica domanda - HA IL CULO PIU' GROSSO L'UOMO O LA DONNA - lui si volta e si accorge del capo che fa finta di nulla mentre
io e la mia collega ridiamo spudoratamente con le lacrime che sgorgano copiose sul nostro viso...

venerdì 8 giugno 2007

"Complimenti!"

circa 5 anni fa
ero pazza per un gruppetto musicale abbastanza alternativo (o che voleva esserlo)
soprattutto ero pazza del cantante (come la metà della popolazione femminile italiana under 25)
fatalità
il suddetto cantante entra nel bar dove sto facendo aperitivo con i miei amici
un mio amico lo conosce
lo saluta
(aiuto)
mi presenta
(O-MIO-DIOOOOO)
e io dico:
"Complimenti!"
non dico il mio nome, non dico qualcosa di intelligente, non dico qualcosa che faccia colpo, non dico nemmeno qualcosa di stupido
dico proprio:
"Complimenti!"
(CAZZO!!!)
(questa scena agghiacciante contiuna a farmi rosicare...)

Il mio piede sinistro

Sono le 13,il suono della campanella avvisa la scolaresca che le lezioni sono finite. Mi catapulto all'uscita della scuola con i miei con i miei compagni di classe. Come spesso accade nelle scuole elementari di provincia una mamma accompagna con la sua macchina il numero maggiore di bambini alle rispettive case sparse nel tragitto. All'età di sette anni i bambini che posso entrare in una seicento vecchio modello sono all'incirca sei, cinque nel sedile posteriore e uno al lato della guida. Ricordo ancora quel giorno drammatico. La mamma destinata al trasporto dei bambini offre un pasaggio alla bidella del peso di circa cento chili. Noi bambini siamo super preoccupati, il dubbio è .....chi ritorna a piedi, chi morirà di fame durante il tragitto verso casa.Ma si!!! sprezzanti del pericolo decidiamo di fare le sardine e immolarci spiaccicandoci tutti nel sedile posteriore. Piccolo gioco di incastri e tutti siamo ai nostri posti e la bidella cicciona comoda in prima fila. Subisco il sopruso e devo portare sulle mie gambe un mio compagno. La tragedia accade nel momento in cui la bidella abbassa il sedile ( la seicento se vi ricordate bene ha il sedile a ribalta ). Ebbene, lascio il mio piede sinistro nel punto in cui c'è l'appoggio del sedile.
Il peso della cara bidella ormai puntella il ponte del mio piede.
Come un cretino sto zitto.
Decido di resistere pensando che non posso disturbare l'allegra comitiva. Chiudo gli occhi e mi concentro, nel frattempo inizia un dolore tremendo...sudori freddi. Giada, una mia compagna si accorge che qualcosa non va, mi guarda e mi dice...ti scappa la cacca...io sto zitto e dopo qualche minuto sparo un'urlo tremendo spaventando tutti che si fanno prendere dal panico urlando per reazione.
Non ricordo più i minuti che trascorrono dal momento dell'urlo a quello in cui mi ritrovo per strda a rientrare a casa a piedi....



Democraticamente hanno deciso di abbandonare lo zoppo.

giovedì 7 giugno 2007

Una notte d'Amore (ovvero una botta e via)

Notte. Un crescendo di timidi sguardi, gesti impacciati che aspiravano ad essere carezze, discorsi banali che volevan essere solo silenzio, il silenzio che lascia il posto a baci... e due corpi che si uniscono.
Il giorno seguente, con due occhiaie enormi ed un sorriso ancor più grande, aspetto a fatica fino alle 10:00 e tutto emozionato per l'esperienza vissuta scrivo:
"Sono stanco ma felice" (ovvero mi sento che stiamo già insieme)
Bene, quella sera avremmo dovuto vederci... manco ci siamo più sentiti!!!